Clásicos y modernos en la cultura literaria catalana del Renacimiento

Alejandro Coroleu, ed., Clàssics i modernes en la cultura literària catalana del Renaixement, Barcelona: Punctum, 2015.

Artículos de Barry Taylor, Avelina Carrera de la Red, Montserrat Ferrer Santanach, Marta Marfany Simó, Simone Ventura, Daniel Genís i Mas y Albert Lloret.

Todos los datos del libro y la posibilidad de una amplia consulta pinchando aquí

Lecciones y Seminarios del IEMYR-SEMYR: Mayo 2015

LECCIONES Y SEMINARIOS DEL IEMYR-SEMYR – MAYO 2015

Cartel SEMYR. Lecciones y Seminarios MAYO de 2015

Cartel SEMYR. Lecciones y Seminarios MAYO de 2015

 

Literatura, Historia y Traducción

Joaquín Rubio Tovar, Literatura, historia y traducción, Madrid: Ediciones de La Discreta [Bártulos, 11], 2013.

Esta es una obra de carácter monumental (casi 700 páginas) y, como la mayoría de los monumentos, acicalada por los estratos del tiempo. Es un libro que recopila años de enseñanza y de investigaciones, lo que le confiere un carácter sin duda homogéneo y metódico, pero al mismo tiempo salpimentado por una varia lectio que, al estilo de los episodios de los viejos y nobles romanistas, conduce al lector por vericuetos nuevos e inesperados, aquellos que son más del gusto del autor y que, como más vividos, cobran así un interés inusitado cuando encuentran una mente afín. Así, por ejemplo, fuera del campo especializado de la Edad Media y el Renacimiento que Joaquín Rubio domina con tanta soltura, los capítulos 5 y 6 dedicados, respectivamente, a las Elegías de Duino de Rainer Maria Rilke y a la música y la traducción a propósito del Lied romántico. Ellos responden a los placeres más acendrados del autor del libro y al modelo glorioso de la romanística en que la formación del estudioso en la lengua alemana se daba por supuesta, pero que  hoy resulta más bien poco habitual. En este festín de Babel teoría y práctica caminan siempre de la mano. De ese modo, las cuestiones más difíciles se resuelven por demostración (se esté de acuerdo o no con cada punto concreto), en una prosa accesible y amena que invita y no disuade (las notas aparecen desplazadas al final, por ejemplo). La utilidad del libro se completa con una amplia bibliografía e índices onomástico y de materias que facilitan la navegación. Este libro se une, por fin, a otro que le sirve de complemento y que conviene no olvidar, La vieja Diosa. De la Filología a la Posmodernidad, Alcalá de Henares, Centro de Estudios Cervantinos, 2004.

Autotraducción: Italia y España

Autotraduzione. Teoria ed esempi fra Italia e Spagna (e oltre), ed. Marcial Rubio Árquez y Nicola D’Antuono, Milán: Edizioni Universitarie di Lettere Economia Diritto [Il Segno delle Lettere. Saggi, 6], 2012.

El índice y las contribuciones del volumen pueden consultarse en este ENLACE

Casa delle Traduzioni – Roma

http://www.insulaeuropea.eu/leinterviste/interviste/pulsoni_cives.html

Che cos’è la Casa delle Traduzioni e quando nasce?
La Casa delle Traduzioni è una biblioteca specializzata sulla traduzione, dotata di una foresteria per i traduttori stranieri. Nasce un anno fa, precisamente il 23 giugno del 2011. Il progetto però è stato avviato già a partire dal 2008, anno in cui abbiamo dato inizio a diverse attività culturali sul tema della traduzione e abbiamo iniziato a raccogliere, intorno al progetto, una consistente comunità di traduttori. La biblioteca fa parte del sistema delle Biblioteche di Roma Capitale, che comprende attualmente 38 biblioteche disseminate nel territorio romano; è aperta a tutti e mette a disposizione dell’utenza, tramite il prestito intersistemico, circa un milione di volumi.

Che cosa si propone di fare? Quali sono i servizi che mette a disposizione del traduttore o dell’aspirante traduttore?
L’obiettivo della Casa delle Traduzioni è quello di qualificare il lavoro del traduttore mettendo a disposizione dell’utenza una biblioteca specializzata, e promuovere la diffusione della lingua e della letteratura italiana nel mondo offrendo ai traduttori stranieri una foresteria. Presso la biblioteca si svolgono inoltre numerose attività: laboratori di traduzione, presentazioni di novità editoriali, incontri che affrontano varie tematiche inerenti alla traduzione.

Si rivolge solo a italiani o, come avviene all’estero, è aperta anche agli stranieri?
Come dicevo, la Casa delle Traduzioni ha al suo interno una foresteria per i traduttori stranieri. Per potervi accedere, il traduttore deve inviare la propria candidatura, specificando di essere in possesso, così come è indicato nel regolamento, di un contratto già sottoscritto con un editore per la traduzione di un’opera italiana. Il periodo di soggiorno può variare da due settimane a un mese e mezzo; al traduttore viene richiesto di tenere, durante la sua permanenza a Roma, un laboratorio di traduzione o comunque un incontro pubblico.

In un’intervista che ha rilasciato alla rivista online “Reti di Dedalus”, lei parla di un rapporto di collaborazione con Europa Editions, una realtà editoriale che si propone di tradurre letteratura europea in lingua inglese allo scopo di diffondere la letteratura europea nel mercato anglofono. Non c’è il rischio che questo appiattimento sul mercato anglofono, eldorado inutile negarlo di ogni scrittore, possa comportare la scomparsa di traduttori verso altre lingue?
Se si punta solo sul mercato anglofono c’è sicuramente il rischio di un appiattimento; Europa Editions ha il merito di promuovere all’estero, insieme a tanta letteratura europea, numerosi autori italiani contemporanei. Il lavoro svolto da questo editore coincide con gli obiettivi della Casa delle Traduzioni ed è per questo motivo che la biblioteca è stata formalmente “adottata” da Europa Editions come anche da Voland, editore che pure valorizza il ruolo del traduttore. Certo è che sarebbe necessario che gli editori puntassero anche sugli altri mercati e che in questo fossero maggiormente sostenuti dalle Istituzioni.

In un momento critico, come quello attuale, per la sopravvivenza stessa dell’Europa, quale ruolo può svolgere la traduzione nella formazione di un sentire comune europeo?
La traduzione è una delle più importanti attività culturali, perché getta un ponte tra culture diverse. Il ruolo del traduttore, ai fini della formazione di un comune sentire europeo, è pertanto fondamentale.

Vuole aggiungere qualche ulteriore informazione utile alle persone interessate a studiare o a risiedere nella foresteria della Casa delle Traduzioni?
Consiglierei ai traduttori professionisti o agli aspiranti traduttori di frequentare i nostri incontri, che permettono a tutti di confrontarsi con specialisti della professione e quindi di integrare una preparazione accademica con un’esperienza sul campo. Tutte le informazioni relative alla Casa delle Traduzioni sono reperibili su questa pagina. Per qualsiasi ulteriore richiesta di informazioni, potete scrivere all’indirizzo casadelletraduzioni@bibliotechediroma.it.

Simposio Traducción e identidad diaspórica: “Topos y Anthropos en el Discurso de la Rumanidad” (TID)

Alicante (España), del 12 al 14 de noviembre de 2009
URL: http://www.ua.es/personal/iliescu/simposio/

Se espera la participación de la comunidad académica internacional, lectores de rumano de diversos países, jóvenes investigadores, miembros de la diáspora rumana cuyas pasiones e intereses profesionales se enmarquen dentro de cualquiera de las siguientes áreas temáticas de este simposio:
1. La dimensión cultural en la Traducción / Interpretación (desde o hacia el rumano)
2. Literatura rumana y comparada
3. Lengua rumana, lenguas en contacto, lingüística románica y lingüística contrastiva

Plazo de envío de propuestas: hasta el 5 de octubre de 2009
Notificación de contribuciones aceptadas: 15 de octubre de 2009

<small>Fuente: Infoling</small>

conferencia “Lenguas románicas – Traducción – Multilingüismo – Construcción europea”

Para hablar del futuro común de las lenguas románicas en la Unión Europea y en el mundo, la Dirección General de Traducción de la Comisión Europea y la Representación en España de esta Institución organizan del 12 al 13 de marzo en Santiago de Compostela la conferencia “Lenguas románicas – Traducción – Multilingüismo – Construcción europea”.Especialistas españoles y portugueses, franceses, italianos y rumanos debatirán del papel que desempeñan las lenguas románicas en la construcción europea, de su valor económico y de la ayuda que pueden dar las nuevas tecnologías de la lengua en su desarrollo.
En un mundo cada vez más diverso, no basta con saber inglés, ni tan siquiera chino: hay que hablar la lengua del vecino, la lengua del cliente. Hay que aprender a aprender idiomas. Hay que aprender a explotar sus conocimientos gramaticales y léxicas para comunicar con hablantes de idiomas de la misma familia.
Todas las lenguas románicas comparten una problemática lo suficientemente parecida como para poder obtener un beneficio de la colaboración entre ellas: aprendamos a aprovecharla.

Cartel, programa y boletín de inscripción: http://ec.europa.eu/spain/novedades/agenda/act_rep_120309_es.htm

(Fuente: Comisión Europea)